IL RADIOCOMANDO

Quello che normalmente chiamiamo radiocomando,vero e proprio il cuore del nostro hobby, non è solo la scatola magica che abbiamo in mano capace di trasferire in maniera perfettamente proporzionale i comandi ai nostri modelli ; a bordo infatti, abbiamo un apparato ricevente e dei servomeccanismi che trasformano i movimenti degli stick in comandi che fanno accelerare , rallentare o cambiare direzione al nostro amato gioiellino.

IL TRASMETTITORE, è in grado di trasformare i movimenti degli stick, se si tratta di aerei ed elicotteri o di volantino e grilletto per auto e motoscafi, per trasmetterli sotto forma di segnale radio alle relative riceventi poste a bordo dei modelli.

Hanno da un minimo di 2 ad un massimo di 14 canali, ad ogni canale si può attribuire una funzione, per esempio : acceleratore, sterzo, sui mezzi terrestri, alettoni, timone, piani di quota, carrelli ecc. sugli aerei. La trasmissione, fino a qualche anno fa avveniva in AM ( modulazione di ampiezza ) per gli apparati più economici, in FM ( modulazione di frequenza ) quelli più costosi e sicuri, altri ancora affiancavano un segnale magnetico ad uno digitale ( PCM).

Oggi usando la tecnologia dei telefoni cellulari, troviamo radiocomandi che trasmettono a 2,4 GHZ , che oltre ad essere privi di disturbi non hanno bisogno di sostituire quarzi in caso di frequenze uguali , grazie infatti alla modulazione DSM ogni radiocomando emette segnali su una proprio canale e non può interferire con un altro.

 

IL RICEVITORE, è quella scatolina che riceve gli impulsi magnetici dal trasmettitore e li decodifica in modo da impartire a ciascun servomeccanismo il giusto comando.

Le riceventi attuali in 2,4 GHZ non hanno più bisogno di avere un quarzo con la stessa frequenza del trasmettitore, è sufficiente eseguire una semplice connessione, il binding, affinché la ricevente possa dialogare solo con quel trasmettitore anche in presenza di altri radiocomandi.

Le nuove riceventi poi, inviano a loro volta segnali al trasmettitore che possono servire per trasferire dati di una eventuale telemetria di bordo.

L’ultima generazione di riceventi, grazie ad un sistema giroscopico aiuta i modelli a mantenere una perfetta traiettoria i rettilineo correggendo automaticamente i cambiamenti di direzione causati dal terreno o dalle sbandate, anche il gas viene parzializzato come nel “traction control” delle auto vere.

 

I SERVOCOMANDI che sono al termine della catena, trasformano i movimenti degli stick sul trasmettitore, in un movimento proporzionale sui modelli capace di farli sterzare, accelerare, cabrare ecc. Ne esistono di tutte le dimensioni per meglio adattarsi alle dimensioni dei modelli, dai nano da 4-5 g. di peso ai maxi che possono sviluppare una coppia fino a 40 kg/cm. Negli ultimi anni poi, abbiamo assistito all’affermazione dei servi digitali, potenti, veloci ma soprattutto molto più precisi e sensibili ai piccoli movimenti.

 

L’impianto di bordo è alimentato da una sua batteria da 4,8-7,4 volt.

 

LA SCELTA DEL RADIOCOMANDO

AUTO : una radio a pistola con il volantino in 2-3 canali è la scelta giusta per con una piccola 1/10, se dobbiamo equipaggiare più modelli sarebbe meglio possedere un radiocomando digitale con il display per programmare e memorizzare le impostazioni di ciascun modello, un po’ più caro ma decisamente più comodo. E’ obbligatoria la 3 canali se abbiamo un TRUCK con la retromarcia.

SCAFI : non occorrono radio complicate e costose per il navimodellismo, con le stesse radio delle auto si possono pilotare tutti i motoscafi, mentre per la barca a vela è consigliabile un trasmettitore con gli stick.

Sulle navi con decine di funzioni, si usano invece radiocomandi con 6-8 canali dotati di speciali moduli composti di interruttori o potenziometri a seconda del comando da associare.

AEREI : Vi consigliamo l'acquisto di una radio a 4 canali con batterie ricaricabili e con l'opzione allievo-maestro se siete principianti, è ideale per pilotare una buona gamma di modelli, se invece pensate che in un futuro prossimo potreste avventurarvi nella realizzazione di modelli più complessi, allora vi occorre un radiocomando computerizzato con 5 o più canali in grado di eseguire una perfetta messa a punto di ogni funzione, di memorizzare le impostazioni di ciascun modello, e di eseguire miscelazioni tra i vari canali che rendono facilmente pilotabili anche i modelli più complessi.

ELICOTTERI : Se state considerando di effettuare l'acquisto di un elicottero, non potete pensare di usare una radio a 4 canali per aeromodelli. Visto il notevole esborso per il modello e l'alta tecnologia impiegata, il vostro successo nel pilotaggio può dipendere dall'aiuto dato da una radio specifica per elicotteri; si tratta infatti di apparati con 5 o più canali, meglio se computerizzati con la programmazione specifica per elicotteri. Indispensabile l’uso del giroscopio sul modello, mentre il (governor) sensore per mantenere costanti i giri del rotore è consigliato al principiante perché gli elimina la delicata impostazione delle curve passo/motore ottimizzandogli la stabilità del modello.

A facilitare ancora di più la vita del neo elicotterista, oggi il mercato offre sistemi di stabilizzazione in volo del’elicottero, non occorre più uno stabilizzatore meccanico per dare direzione e stabilità al modello conseguente complicazione meccanica e di programmazione sul radiocomando, ma è sufficiente mettere a bordo una centralina che gestirà tutte le funzioni.

Questi gioiellini di elettronica hanno degli accelerometri che danno automaticamente la giusta quantità di comando ai servi del ciclico e del passo per ottenere un volo più stabile e preciso di quanto si riusciva ad ottenere con i sistemi meccanici.

 SIMULATORI DI PILOTAGGIO: nient’altro che un trasmettitore dotato di adattatore USB da inserire nel proprio PC per usare i programmi di simulazione, ne esistono di fantastici anche se un po’costosi per auto, elicotteri e aerei. Per i meno esigenti si possono scaricare quelli rintracciabili su internet, non sono proprio la stessa cosa ma sono comunque utili e divertenti.